Dipinti e Decorazioni

Le decorazioni

Villa Sorra - Decorazioni
Villa Sorra – Decorazioni

Il vasto ciclo di decorazioni su tela risulta un elemento fondamentale per la ricostruzione non solo della storia della villa ma anche di un genere decorativo abbastanza raro nelle nostre aree.
Pur in assenza, per ora, di segnalazioni d’archivio utili a recuperare tempi e autori che a prima vista si dimostrano numerosi, le decorazioni sia delle pareti che delle tele già collocate entro cornici in stucco, sono l’espressione più raffinata di un modo di abitare che s’aggiorna su modelli d’oltralpe e si differisce dagli impianti dei palazzi patrizi di città che ovviamente risultano strutturati secondo tipologie più auliche.
Di questo ne sono testimonianza le salette disposte intorno all’ellisse del vano centrale, secondo la poetica moderna e un po’ frivola del boudoir, all’interno delle quali la decorazione aderisce a questa nuova visione dello spazio studiato in ogni dettaglio: non più illusionistiche quadrature dalle vertiginose fughe prospettiche, ma un ornato a parete, frastagliato e piccino, forse frivolo, ma commisurato all’esperienza del vivere quotidiano.

La raffinata eleganza della sala “alla chinese” o la partitura decorativa della cappella possono leggersi come espressioni di quel “vivace barocchetto” dell’Emilia del terzo decennio del secolo, mentre l’accuratissimo intaglio dei motivi d’arredo (come le porte della cappella ora presso i Musei Civici di Modena) e l’astrazione della boiserie dorata arrampicata sul vano absidale della stessa cappella sembrano già trapassare sensibilmente nei modi del Rococò.

Anche qui l’architetto garantisce l’unitarietà tra partitura architettonica dell’ambiente e arredo, assumendo la direzione di tutte le maestranze: dai muratori ai carpentieri, dai decoratori agli ebanisti.
La cappella, di cui si conservano a Modena ancora larga parte degli eleganti arredi, è uno splendido esempio di questa integrazione tra architettonicità ambientale e suo completamento accessorio, ancora testimoniato da due console e da due cassettoni ornati da motivi che riprendono quelli della parete e della volta.
L’affresco della volta della cappella, raffigurante la Fede con i quattro Evangelisti, è da ricondurre a Francesco Vellani (1688-1766) che, a quella data, è il più aggiornato interprete del barocchetto in area estense. La decorazione di alcune sale a ramages o a cartouche con inserti floreali, è databile intorno al 1750.
Alla vicina Bologna e all’esempio dei pittori attivi nel solco tracciato da Ubaldo e Gaetano Gandolfi, rimanda invece l’affresco della volta della sala della musica, raffigurante Minerva che incorona le Arti, opera ottocentesca del bolognese Pietro Fancelli (1764-1850), attivo in numerosi cantieri presso i Gozzadini, i Sagrati, i Tanari e, a Modena, dai Campori e dai Rangoni.

I dipinti

Villa Sorra - Dipinti
Villa Sorra – Dipinti

A testimonianza di un ricchissimo arredo, del quale si è perduta ogni traccia, resta il ciclo di tempere su tela delle due salette del piano nobile (ora esposte al palazzo Ducale di Sassuolo). La saletta a Sud alterna ozi villerecci a scene di vita campestre; in particolare, seguendo il senso orario: Veduta Fantastica, Prospettiva con rovine, Paesaggio e fontana, Veduta con castello, Marina, Paesaggio con architettura.

A questo pittoresco anti-letterario, si contrappongono le tempere della sala da pranzo (conosciuta come “Camera dipinta a giardino”, situtata a Nord e diventata successivamente “Sala del biliardo”) che rappresentano: La peschiera, La Facciata orientale della villa, Il giardino visto dai cancelli, La Zona centrale del giardino, La Facciataoccidentale della villa, La prospettiva sulla Montagnola.

Queste risultano di grande interesse perchè riproducono, quasi fotograficamente, l’impianto settecentesco del giardino.
Alla facilità leggera e decorativa di questo temperismo da sovrapporta, sembra far contrasto il tono ancora sostanzialmente barocco delle quattro prospettive di architettura che enfatizzavano lo spazio del salone centrale: Archittettura fantastica, in duplice versione,  Atrio magnifico e Padiglione con fontana.