Studio di Fattibilità

Nel marzo 2003 i Comuni proprietari hanno sottoscritto con il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), la più prestigiosa organizzazione nazionale impegnata nel recupero e nella gestione di beni storici e architettonici, una lettera d’intenti nella quale è stato concordato un percorso che, nel tempo, ha l’obiettivo di promuovere il recupero e la valorizzazione del complesso.

Il primo risultato di questa collaborazione è stato la realizzazione di uno studio di fattibilità generale, realizzato insieme al FAI e finanziato con un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, nel quale sono state individuate appropriate destinazioni d’uso per gli edifici e i terreni del complesso ed è stato calcolato un preventivo sommario di spesa per i restauri e la valorizzazione. I progetti strategici formulati si configurano come quattro differenti ipotesi d’uso dei suoli e dei fabbricati che ricadono nel compendio, fino a definire le funzioni dei singoli spazi e volumi degli edifici.

L’uso documentale e ricreativo si configura come uso di base e fondamentale, e si riferisce alle attività di fruizione e visita del complesso in funzione delle sue valenze storico-documentali e di luogo di piacevole svago che di per sé possiede.
L’uso di promozione coinvolge il complesso di villa Sorra in attività rivolte alla valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze. I pregevoli spazi della villa, del giardino e di alcuni significativi edifici del complesso sono infatti particolarmente funzionali a tale attività, che può d’altra parte costituire un importante supporto alla sostenibilità economica della futura gestione.
L’uso di formazione coinvolge il complesso di villa Sorra sulla scorta delle attività già presenti ma certamente potenziabili nella confinante azienda agricola dell’Istituto di Istruzione Superiore per l’agricoltura e l’ambiente “Lazzaro Spallanzani”, senza escludere l’implementazione di “laboratori del gusto” così come di percorsi formativi nell’ambito della manutenzione dei giardini storici.
L’uso produttivo è finalizzato alla costituzione di un polo di eccellenza delle produzioni tipiche locali, dove, tra l’altro, si potrebbero ‘ospitare’ sia dal punto di vista produttivo che relativamente alla loro promozione e valorizzazione, i presìdi Slow Food del territorio, a partire dalla vacca bianca modenese.

Si tratta di usi fortemente interconnessi che si configurano come ipotesi reali di valorizzazione compatibili rispetto alla necessità primaria della conservazione di un importante patrimonio culturale di cui il compendio di Villa Sorra è testimonianza.