Restauro

È indubbio che Villa Sorra sia un “lusso”: stiamo infatti parlando di un complesso nato a seguito dell’impulso che la corte estense volle dare alla capitale, Modena, e a tutto il suo Ducato. Il giardino era riservato a un uso elitario, per il diletto della nobiltà dell’epoca, e già allora, ad esempio, pur tenuto conto delle ingenti disponibilità economiche della famiglia Sorra, le considerevoli spese occorrenti per ristrutturarlo alla maniera “inglese” determinarono un notevole incremento dei tempi necessari per la realizzazione delle opere.

Il recupero di Villa Sorra, pur se costituisce la precondizione indispensabile per la sua valorizzazione, di per sé non ne garantisce l’immediata fruizione né, soprattutto, la sostenibilità nel tempo. Potremo infatti dire di aver raggiunto il nostro obiettivo se e solo se, oltre a prefigurare impegnativi lavori di restauro, saremo in grado di riempire il progetto di contenuti, individuando al contempo modalità di gestione che consentano di sviluppare appieno le indubbie potenzialità del complesso. Un progetto di recupero e valorizzazione dovrà quindi tenere ben presente quella che è la caratteristica più importante di Villa Sorra, ovvero l’essere un unicum di elementi stretti da fortissimi legami, e porsi l’obiettivo di conservare alla villa e a tutti i suoi annessi le caratteristiche originarie, onde consentire ai visitatori di percepirne la storia e le funzioni e, senza scollamenti innaturali, riamalgamarle secondo le nuove necessità al fine di dare continuità nel tempo a quella unione, così compenetrata nel genius loci e nella cultura della comunità, tra attività produttive e vita sociale e culturale.
Così l’edificio nobile, espressione del “necessario commodo di villegiare”, opportunamente fornito di arredi d’epoca, potrebbe allora, museo di sé stesso, diventare una concreta dimostrazione di “vita in villa” nel periodo estense e, allo stesso tempo, sede di rappresentanza per attività di ricevimento sia pubbliche che private senza trascurare possibili utilizzi espositivi. Il giardino, esempio significativo di parco storico, vero e proprio monumento all’aperto e testimonianza importante della nostra cultura e del patrimonio artistico del nostro paese, dovrebbe essere sottoposto a un vero e proprio restauro conservativo che, anche senza riproporre letteralmente il disegno antico, consenta di restituirgli i suoi equilibri. Per il complesso nel suo insieme, ci può essere utile ripensare alla funzione originaria di Villa Sorra, ovviamente tradotta e adattata ai giorni nostri, e armonizzata con le attuali caratteristiche del territorio. Quello che era il centro dell’attività agricola dei conti Sorra, potrebbe essere ripensato oggi, mantenendone l’originaria vocazione produttiva, come atelier della produzione agricola di qualità del nostro territorio, in un ottica di valorizzazione delle sue peculiarità, dei sapori antichi e delle tradizioni. Una destinazione coerente con lo sviluppo della new economy, che non è solo informatica e telecomunicazioni, ma anche cultura, tempo libero e qualità ambientale.