|
|
e
famiglie proprietarie
Il modenese Francesco Sorra, intorno alla
metà del Seicento, acquista diversi terreni
nel territorio compreso tra Gaggio e Panzano nei
pressi di Castelfranco Emilia, allora territorio
bolognese dello Stato Pontificio mentre, nel 1681,
ottiene dal Senato felsineo la cittadinanza bolognese.
Nel 1698 il duca di Modena, Rinaldo I d’Este,
concede a tutti i figli maschi di Francesco il titolo
di conte. Morto Francesco i beni bolognesi passano
al figlio Antonio, il quale incrementa i possedimenti
locali ricevuti in eredità e, tra la fine
del Seicento e i primi anni del Settecento, costruisce
“nella villa di Panzano... una casa da
padroni, per necessario comodo di villeggiare”
e per sovrintendere alle attività agricole
praticate nei terreni di famiglia.
Antonio Sorra muore nel 1739, lasciando erede il
nipote Francesco Maria Sorra, figlio del fratello
Andrea, che terminerà la costruzione della
villa e del giardino. |
Francesco
Maria Sorra |
Alla morte di Francesco Maria, i beni bolognesi dei Sorra
vengono ereditati da Cristoforo Munarini Sorra, figlio primogenito
della nipote Eleonora Sassi e del conte Camillo Munarini.
Nel 1830 Cristoforo lascia i suoi beni in parti uguali alla
figlia Costanza e al nipote Giacomo Malvasia, disponendo
che a questi succeda la di lui sorella Eleonora, moglie
di Alessandro Fròsini. Nel 1869 i figli di Eleonora
Malvasia Fròsini vendono la tenuta al modenese Ludovico
Cavazza, che la trasmette al figlio Ercole. Questi dispone
che alla sua morte, in assenza di eredi diretti, tutti i
beni vengano destinati alla costituzione di un Ente a beneficio
dei poveri. Nel 1933 viene così costituito l’Ente
morale “Pio Istituto Coniugi Cavazza”, amministrato
dall’Arcivescovato di Modena.
Dal 1972 la villa, il giardino e tre poderi della tenuta
originaria (S. Cristoforo, Conserva e Gruppo) sono di proprietà
pubblica, oggi dei comuni di Castelfranco Emilia, Modena,
Nonantola e San Cesario sul Panaro.

Approfondimenti: L'albero
genealogico della famiglia Sorra
|
|
|