Flora e Fauna

Flora e FaunaLa ristrutturazione ottocentesca del giardino è rimasta sostanzialmente immutata sino ai giorni nostri, anche se sono andate perdute diverse specie vegetali, mentre altre si sono insediate ex-novo oppure hanno mutato forma e disposizione, in parte facendo perdere quegli effetti che era nelle intenzioni del progettista suscitare. Pure hanno influito lunghi periodi di scarsa manutenzione, in particolare nel periodo della seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra quando, tra l’altro, furono effettuati significativi abbattimenti di alberature.
Appartengono, alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, una popolazione di querce (Quercus Spp.), di magnolie (Magnolia grandiflora L.) che troviamo all’entrata, di tassodi (Taxodium disticum Rich.), tassi (Taxus bacata L.) e bossi (Buxus sempervirens L.). A un terzo impianto, databile intorno agli anni venti del Novecento, fanno riferimento invece il nocciolo (Corylus avellana L.) e l’albero di giuda (Cercis siliquastrum L.). Sono presenti, inoltre, un numero significativo di altre specie botaniche di pregevole aspetto e tipologia e di dimensioni assai differenti. Tra queste si citano: l’acero campestre (Acer campestre L.), il frassino comune (Fraxinus excelsior L.), l’orniello (Fraxinus ornus L.), il carpino bianco (Carpinus betulus L.), l’ippocastano (Aesculus hippocastanum L.), il cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica Carriere), il rovere (Quercus petraea Liebl.), la roverella (Quercus pubescens L.), l’olmo (Ulmus minor Miller) e diverse specie di platano (Platanus orientalis L., Platanus acerifolia Willd) e di pioppo (Populus alba L., Populus nigra L., Populus hybrida).

Si suppone che l’albero più antico sia una farnia (Quercus peduncolata Ehrh.), contrassegnata con il n.548, posta nell’isola dove sono collocate le rovine del castello: questa e pochi altri rari esemplari di farnia si presume abbiano un’età compresa fra i 160 e i 180 anni.
Ricca è anche la componente botanica arbustiva che, oltre a presentare le specie menzionate precedentemente (bosso, nocciolo e parte dei tassi), annovera la fusaria (Euonymus europaeus L.), il biancospino (Crataegus monogyna Jacq.), il prugnolo (Prunus spinosa L.), la lantana (Viburnum lantana L.), il ligustro (Ligustrum vulgaris L.), il sanguinello (Cornus sanguinea L.) e tanti altri ancora.
Il sottobosco è caratterizzato dalla presenza di svariate specie, tra le quali diverse orchidee spontanee (Listera ovata, Orchis incarnata, Cephalanthera damasonium), il fiore del freddo (Colchicum lusitanum) e la pervinca (Vinca minor), nonché da una ricca presenza di funghi (soprattutto di specie simbionti), che rappresentano un aspetto di primaria importanza nell’ambiente del parco. Negli specchi d’acqua troviamo la tipica vegetazione stagnale costituita dal nannufaro (Nuphar luteum) e dalla ninfea (Nymphaea alba).
Per quanto riguarda la fauna, nel parco sono presenti la testuggine palustre (Emys orbicularis), la natrice tessellata, l’upupa, l’airone cenerino, la nitticora, la gallinella d’acqua, il martin pescatore, il picchio verde, il picchio rosso maggiore, il germano reale, lo scricciolo, il pettirosso, la cinciallegra, la capinera, l’usignolo, il ghiro e il riccio.