antifascismo modenese tra le due guerre 1920-1943

1915 1945 Trent’anni di guerra

In direzione ostinata e contraria
Antifascismo modenese
tra le due guerre 1920-1943

L’ antifascismo modenese e, in generale, emiliano-romagnolo,
è stato rappresentato nel dopoguerra come ‘mito’, e in quanto tale utilizzato nel dibattito e nella lotta politica. Nel fare questo, la sua concreta dimensione storica, con le sue contraddizioni, è passata in secondo piano. Scopo di questa mostra – pensata all’interno di un progetto più complessivo dell’Istituto storico di Modena, che ha visto la realizzazione di convegni, bibliografie, opere strumentali come il Dizionario storico dell’antifascismo modenese – è di restituire la complessità storica di questo fenomeno, presentando in modo sintetico ma puntuale tutte le sue diverse sfaccettature. L’assunto principale, infatti, è la consapevolezza che sono esistite varie forme di antifascismo, e che questo, pur essendo un fenomeno sicuramente minoritario, ma non marginale, va conosciuto nelle sue continue relazioni con il sistema di potere e di repressione del regime fascista.

Il muratore socialista Vasco Geminelli, originario di Castelfranco Emilia (secondo da destra, seduto)
Il muratore socialista Vasco Geminelli, originario di Castelfranco Emilia (secondo da destra, seduto)

Mostra
25 aprile 10 maggio
piano nobile Villa Sorra

venerdì, sabato e domenica dalle 15:00 alle 19:00
ingresso gratuito

Domenica 26 aprile ore 16:00
incontro con 
Giuliano Albarani

Mostra e progetto espositivo a cura di
Istituto Storico Della Resistenza
e di Storia Contemporanea di Modena

Testi
Claudio Silingardi, Giovanni Taurasi
editing e ricerca iconografica
Daniela Garutti, Marika Losi

Il titolo della mostra riprende un verso della canzone Smisurata preghiera di Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati (1996), dedicata a tutte le minoranze

In collaborazione con

IstitutoStorico403386_357459947650825_2133570904_n

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