19 Ottobre buon appetito

Perché sia veramente un buon appetito vi raccontiamo quali sono i prodotti e che utilizziamo e chi produce.

Casa del Custode
Casa del Custode

Per la Polenta usiamo il mais Marano, antico e dai chicchi piccoli, rossi e duri, macinato a pietra e coltivato dall’Azienda agricola biologica Cerruti di Burana Ferrara

Verso il 1890 a Marano Vicentino l’agricoltore Antonio Fioretti eseguì l’incrocio del Nostrano locale (granoturco precoce, basso, a mediocre capacità produttiva, a spiga conica, corta, non molto colorita e con bassa resa in granella, insomma: un cinquantino da primo raccolto) con il Pignoletto d’oro proveniente da Rettorgole di Scalogno nella zona tipica di questa varietà, granoturco più alto, più tardivo, molto più colorito del precedente, anzi quasi rosso, vitreo. Incrociante (impollinante) il Nostrano.
Il prodotto dell’incrocio venne l’anno successivo seminato nel podere Fioretti e così si fece in tutte le seguenti annate, senza più procedere ad incroci. Siccome il prodotto dell’incrocio si era dimostrato subito di qualità indubbiamente molto superiore a quella del Nostrano, ma non aveva che di poco aumentata la produttività, piuttosto bassa, di ambedue i mais uniti nell’incrocio, il Fioretti iniziò fin dal primo anno, e scrupolosamente continuò poi tutti gli anni, una sistematica selezione di massa, allo scopo principale di fissare, possibilmente, i caratteri e la qualità del prodotto e di accrescerne la fertilità e la produttività. Il Fioretti riuscì così ad ottenere pressoché costante la proprietà di produrre almeno due spighe complete per ogni pianta, mentre nel vecchio Nostrano locale, base dell’incrocio col Pignoletto, le piante con due spighe rappresentavano una minima percentuale; ora non sono infrequenti le piante con tre – quattro spighe.

Ad accompagnare questa polenta rustica un condimento fatto con erbe selvatiche di campo e bietole condite con parmigiano reggiano e tometta del Caseificio biologico Casumaro  di Solara di Bomporto.

I Fagioli freschi, per lo stufato, vengono dall’Azienda agricola Biologica Radici di Forlì, mentre la Salsiccia di suino viene prodotta dall’Azienda agricola biologica Il Grifo che si trova a Bagno di Reggio Emilia.

IL Cren è il rafano rusticano, detto nel linguaggio popolare “barbaforte”, una radice dal sapore dolce, leggermente piccante  ma soprattutto fortemente aromatico e balsamico prodotto dalla Azienda Agricola biologica La Selva Armonica di Lama Mocogno.

L’insalata la prepariamo con i radicchi dell’Azienda Agricola Radici di Forlì.
Ora veniamo ai dolci, per preparare il Dolce di Mele Antiche si usano le mele di varietà antiche coltivate dall’Azienda agricola biologica La Selva Armonica di Lama Mocogno. 
Mentre il riso per la Torta degli Addobbi (la Torta di Riso) lo produce l’Azienda agricola biologica Cerruti di Burana Ferrara.
In cucina ci sarà Daniela.

Il menù

Vegetariano
Polenta con fagioli in umido e con verdure degli orti cotte alla modenese.
Assaggio di salsa al cren dall’appannino modenese.
Insalata di campo con radicchi, pere e noci.
Dolce di mele antiche.
Torta di riso della nonna
Contributo € 12,00 bevande escluse

Con carne
Polenta con salsiccia e fagioli in umido e verdure degli orti cotte alla modenese.
Assaggio di salsa al cren dall’appennino modenese.
Insalata di campo con radicchi, pere e noci.
Dolce di mele antiche.
Torta di riso della nonna.
contributo € 14,00 bevande escluse

E’ richiesta la prenotazione:
piero.negroni@teletu.it
3475632650 / 3487405790

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